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Lo spettacolo di Leo Sanfelice all'Hotel Pizzomunno a Vieste, risate, virtuosismi al piano e
tanti ricordi legati alla nostra cittadina.
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Le cantavamo tutte le sue strane canzonette. Non solo "Voglio fare la modella",
il tormentone finale della fortunata trasmissione di Renzo Arbore "Speciale per me".
Vent'anni fa lo facevamo poggiati al pianoforte del bar nella hall dell'Hotel Pizzomunno,
dove ci si affollava per poter ridere delle sue caricature ai malcapitati clienti ed a se stesso.
Oggi, ci dice, non riesce ancora a credere che lo riconoscano per strada:
Lei ? quello
della modella? Ma non ha dimenticato Vieste che ritrova un po' cambiata ma sempre affascinante.
Non ? ancora certo di questa improvvisa popolarit?, dopo tanti anni passati negli hotel, qualche
passaggio radiofonico e televisivo e finalmente l'incontro con Arbore.
Il genere veramente unico
di Leo Sanfelice non poteva passare inosservato al nostro showman conterraneo cos? amante della canzone d'epoca, specie
quella ironica dei tempi in cui non si poteva dire proprio tutto e allora si andava sul doppio senso
a tempo di swing appena sbarcato dagli Stati Uniti d'America.
Lo spettacolo di Leo, Duca di Sanfelice, ? una specie di "concerto interruptus", una carrellata di canzoni in stile "vintage"
inframmezzate da spiegazioni, aneddoti, dialoghi col pubblico, sistemazione dei cuscini e delle suppellettili
varie che aggiunge a corredo del suo monologo. Impossibile distrarsi, sia perch? irresistibile con le sue battute e la
sua voce, sia perch? ? capace di scendere tra le poltrone a riprendere il malcapitato reo di averlo fatto.
Naturalmente ? stato un grande successo. Una vera rivelazione per chi lo conosceva solo attraverso i concerti
dal vivo con Arbore, la trasmissione notturna o la presenza mattutina a "Cominciamo bene" su Rai tre. Nessuna sorpresa per
quelli che come noi speravano di rivedere il Leo Sanfelice di una volta e che lo hanno ritrovato pi? in forma e pi?
bizzarro che mai.
Lucio Palazzo
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