| Non tutti sanno che il celebre cocktail Martini nasce in America negli anni venti grazie ad un caso di omonimia. Un noto barman di New Orleans dal cognome identico al celebre vermouth italiano, aggiunge al burbero gin un po' della bevanda nostrana, il Martini che, con qualche goccia di limone, darà vita al Martini cocktail, un classico tra i più bevuti al mondo. Bisogna dire che la ricetta ortodossa è stata spesso adattata ad esigenze personali. 2/10 di Martini dry, 8/10 di gin, oliva e spruzzo di olio di limone. I puristi lasciano insaporire l'oliva nel gin prima di aggiungerla al cocktail. |
Il Martini, che non va mai shakerato, è preparato con un "pretesto" di vermout dai bevitori pi? incalliti. Il Martini dry infatti viene semplicemente mescolato col ghiaccio ma poi versato via per lasciare solo il ghiaccio nel mixer, al quale verrà aggiunto il gin. Una variante resa celebre da Sean Connery nelle vesti dell'agente 007 è il Vodka Martini. Variante che fa storcere il naso ai pignoli perchè shakerata violentemente, forse per essere in tono col personaggio un po' turbolento. Ad ognuno il suo! D'altronde anche il celebre Tequini non è altro che una versione caraibica di sapore latino che si ottiene con un incontro Italia-Messico sostituendo la tequila al gin. Un aperitivo un po' coraggioso ma che si abbina bene, con la sua temperatura, alla primavera appena iniziata. |