| A vico il rimedio Pellegrini d'amore, cuori nella tormenta, anime appassionate ed inquiete c'è un appuntamento da non perdere a quattro passi da voi: il 14 febbraio tutti a Vico per la festività del santo patrono che è anche e vieppiù il protettore degli innamorati. Ai suoi piedi confessate il vostro segreto, richiedete una delle arance benedette con cui è stata addobbata pittorescamente la Chiesa Madre e il sole apparirà splendente sui vostri orizzonti. |
Il Santo, sacerdote vissuto più di 1.600 anni fa e decapitato nel 273 d.C., pur nella presunzione di non aver dimestichezza con gli strali di Cupido, è stato designato dalla Chiesa quale custode dell'amore universale. Vico lo scelse come patrono nel 1645, sostituendolo al precedente S. Norberto, con la finalità di renderlo protettore, oltre che dell'amore, più segnatamente degli agrumeti da poco impiantati nella splendida Conca naturale tra S. Menaio e Canneto di fronte al mare. La scelta fu avveduta e ripagante: le arance di Vico ebbero successo di mercato, richieste ed esportate nella dirimpettaia Dalmazia, in Europa e perfino in America. Per i festeggiamenti tutto secondo protocollo: messa solenne, processione con benedizione dei lontani agrumeti, banda musicale, fragorosa batteria. E poi esposizione d'arte contemporanea, di cartoline e di francobolli, spettacoli vari, convegni, gare, addirittura un Palio-corsa di cavalli a S. Menaio, e chi più ne ha più ne metta, per finire con l'immancabile Fiera dei prodotti locali (e cinesi) e Salone della Sposa. A coloro che pensano che tutto ciò rientri nel dejà-vu, mi sento di consigliare vivamente invece la passeggiata nel delizioso Centro Storico dove si respira aria di altri tempi: stradine acciottolate, portali in pietra scolpita, svettanti comignoli. Nella incredibile Via S. Giuseppe ( tre Chiese in 100 metri oltre al gradevole Vicolo del Bacio!) antichi anfratti, depositi, magazzini, frantoi, ex stalle si trasformano in accoglienti botteghe addobbate con frasche d?alloro e arance, dove baldi giovanotti e gentili donzelle danno prova della loro capacità imprenditoriale offrendo vino buono, olio d'annata, prodotti tipici, rosoli, biancheria ricamata e manufatti artigianali. Merita una visita la monumentale struttura scavata nella roccia del Museo Tappeto Maratea in Piazza Castello, uno stupendo contenitore culturale che da solo vale la fatica della venuta a Vico. Dieci metri più in là, nella stessa piazza, pochi fortunati (e solo se fidati amici) possono varcare la soglia del laboratorio dolciario di Rosetta Pirro, la più qualificata del Centro Storico; un privilegio fare la sua conoscenza e gustare le sue delizie. Gli esclusi non disperino: per loro c'è l'ottimo Bar Pasticceria Pizzicato, una rinomata istituzione territoriale in fatto di addolcimento del corpo e dello spirito. Numerose altre iniziative a contorno, desumibili dal nutrito programma dei festeggiamenti sono a disposizione dei visitatori. Punto di riferimento per le informazioni è l'efficiente Biblioteca Comunale (notevole per la quantità e qualità dei volumi custoditi e per gli spazi arditamente restaurati).
Tomaso Angelicchio |