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Senza c'lustr che Natale
Torna irresistible il bisogno di trovarsi attorno alla tavola per il rito del cenone. Un modo per incontrarsi con parenti ed amici stretti d?avanti a piatti ricchi e abbondanti. Ma pi? che dai profumi dei cibi da nuovi ricchi (salmone nordico e dintorni) i viestani sono appassionati alle ricette che da sempre si custodiscono e si tramandano gelosamente da madre in figlia. Insomma, ? un profumo di famiglia quello che cerchiamo tra il vino d?annata e il pesce come Dio comanda.
Prendiamo ad esempio una delle bandiere della nostra gastronomia invernale, i c?lustr. Proprio cos?, un nome impronunciabile che gi? ? una firma di garanzia nel nome; basta spostarsi a nord e scoprire che cambiano nome gi? a Vico e diventano crust?l o a sud e diventano carteddate da Siponto in gi?.
Eppure sono sempre le crustule latine, ovvero piccole croste, impastate con profumo di cannella a strisce piccole, screziate, in modo da diventare dei cestini ricamati non appena fritte. Pronte per essere riempite di noci e mandorle tagliate fini (guai a chi le macina col tritatutto per guadagnare tempo) e affogate nel miele caramellato con giusto un pugno di cioccolato fondente e magari un goccio di limone. Che meraviglia!
 
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